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Tokenizzazione asset fisici


Caro Agente Immobiliare, in uno dei miei articoli di questo blog, ho spiegato in parole semplici cos’è la Blockchain, cosa sono gli smart contract e come potrebbero influenzare il futuro mercato del real estate mondiale. Oggi provo a spiegarti cos’è la tokenizzazione e come “virtualmente” potrebbe essere perfetta per il mercato in cui tu ed io lavoriamo.

La tematica della tokenizzazione, ad oggi, potrebbe risultare lontana dal tuo lavoro quotidiano e dal modo di pensare della stragrande maggioranza delle persone, ma in un futuro non troppo lontano potrebbe stravolgere l’idea che tutti noi abbiamo sulla proprietà, sia questa di un’opera d’arte, di una pietra preziosa o nel caso di nostro interesse, di un immobile.

Grazie alla tokenizzazione di un asset fisico (l’immobile) un potenziale investitore potrà, con un modesto investimento, acquistare una piccola parte di una villa, di un appartamento, di un negozio. Questo tipo di investimento potrà effettuarlo anche più volte nel tempo e per “oggetti” diversi, cosa che come tu ben sai nel mercato immobiliare attuale non è possibile fare in quanto gli immobili si vendono nella loro totalità e non, per esempio, a singolo metro quadro.

Con la tokenizzazione, un proprietario che ha un immobile locato e che quindi produce reddito, in caso di necessità finanziaria potrà decidere se vendere un frammento di questo ricevendo subito del denaro.

Ti faccio un esempio pratico:
il signor Rossi è proprietario di un immobile di 300 metri quadri del valore di € 300.000,00 che è affittato a € 1.500,00 mensili al signor Verdi.
Il signor Rossi necessita di € 30.000,00 per acquistare una nuova automobile, ha bisogno di liquidità e decide di rivolgersi ad una piattaforma specializzata in tokenizzazione che, dopo aver verificato l’esistenza dell’immobile e dei rapporti contrattuali inerenti alla locazione, “frammenta” a livello digitale l’immobile in questione, per esempio in 300 unità dal valore di € 1.000,00 ciascuna.
La società specializzata in tokenizzazione “scrive” sulla Blockchain le caratteristiche dell’operazione grazie alla creazione di specifici smart contract e genera 300 token (gettoni digitali) che immette sul mercato a potenziali interessati. Così, facendo crea la versione digitale dell’immobile che “esiste” sulla Blockchain con la garanzia che le informazioni digitali sulla proprietà siano immutabili.
Il signor Bianchi ha un po’ di denaro da investire e decide quindi di acquistare € 30.000, ovvero 30 metri quadri (il 10% della casa), di token della casa di Rossi che potrà quindi con il denaro ricevuto, acquistare la sua nuova auto.
Da questo momento Bianchi è proprietario del 10% dell’immobile di Rossi e grazie alla piattaforma che si è occupata della gestione digitale dell’operazione, riceverà mensilmente € 150,00 per la sua parte di immobile affittato. Per l’operazione di tokenizzazione e delle varie transazioni la piattaforma incaricata riceverà a titolo di rimborso una piccola somma di denaro.

Ad oggi quanto ti ho appena esposto è realizzabile in pochissime zone del mondo, quelle che hanno già adottato una solida e chiara regolamentazione per le criptovalute, la tokenizzazione fisica di asset e tutte le leggi su un nuovo diritto di proprietà, ma non è detto che fra qualche anno tu debba confrontarti con la vendita di frazioni di case e non della loro totalità.

Le soluzioni tecniche e burocratiche relative alla tokenizzazione sono in continua evoluzione e molte nazioni nel mondo si stanno sempre più avvicinando all’adozione della Blockchain in parecchi ambiti amministrativi, questo porterà inevitabilmente all’analisi di nuove forme di vendita e, appunto, alla tokenizzazione di asset fisici.

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